Ansia da rientro. Cos’è e come affrontarla

Ansia da rientro. Cos’è e come affrontarla

Agosto sta per finire, le vacanze stanno per terminare per tutti. Si ritorna alla quotidianità e ai ritmi della solita routine. Si riprende a pieno regime il lavoro, la scuola, la palestra e, perché no, magari si pensa a dare inizio a qualcosa che prima non si faceva.

Settembre è un po’ come il gennaio delle nostre attività, il momento in cui si tirano le somme di ciò che è stato fatto e si programma il da farsi: si riparte con nuove idee, nuovi progetti o propositi. Molti possono sentirsi rassicurati nel riprendere ritmi e attività.

Ma non per tutti la ripresa è così immediata; alcuni possono sentirsi ancora storditi, stanchi, senza energie nel ripartire. Si fa fatica a dover chiudere la sveglia al mattino e a rimettersi in moto, pensando che c’è un altro anno di impegni davanti. Riabituarsi al tran tran quotidiano può tradursi in un malessere psicofisico generalizzato, con il paradosso che ci si senta più stanchi di prima della vacanze. Questo perché il modo in cui si vive il ritorno alle vecchie abitudini dipende molto dalle caratteristiche personali, dalla soddisfazione per il lavoro e per i propri impegni in generale, dalla capacità di gestire i cambiamenti.

Bene, ti senti anche tu spossato?

Stress da rientro

Niente paura: si tratta di quello che gli inglesi chiamano post vacation blues ovvero stress da rientro.

Solitamente si tratta di una forma di stress passeggera, accompagnata da irritabilità e sbalzi d’umore. Può comparire l’ansia, compromettendo la buona qualità del rientro e la ripresa delle attività. In questo caso l’ansia diventa un campanello d’allarme da non sottovalutare. Infatti, di per sé, è un’ottima bussola che ci permette di leggere dove stiamo andando, ovviamente se non è eccessiva e quindi paralizzante. L’ansia in sé è una risposta normale e innata di attivazione fisiologica ed emotiva di fronte a una sensazione di minaccia; prepara l’organismo a reagire in maniera adattiva. Al contrario, l’ansia eccessiva e persistente diventa dannosa, disfunzionale, perché interferisce negativamente con il quotidiano. In questo caso sopraggiunge anche senza eventi scatenanti ed effettivamente minacciosi.

Se la si avverte in concomitanza con la ripresa delle attività, vuol dire che ci sta comunicando qualcosa di importante che merita di essere ascoltato: ci starà dicendo qualcosa sulla nostra routine che sfugge all’osservazione consapevole, qualcosa su ciò che facciamo o che dovremmo iniziare a fare, su quale significato attribuiamo alle nostre attività, quale peso emotivo.

Come affrontare l’ansia da rientro?

Possiamo predisporci alla ripresa attraverso piccole procedure:

  • Organizza “un piano d’azione” e scomponilo in diversi passaggi in modo che non risulti troppo grande e ti faccia scoraggiare dall’iniziare.
  • Fissa obiettivi; questo atteggiamento può aiutarti a sentire un maggiore senso di controllo e di efficiacia sulla situazione e sulla vita in generale.
  • Trova nuovi piccoli stimoli, cambia piccole abitudini, regalati incoraggiamenti: insomma, facilita la predisposizione nell’intraprendere le attività.
  • Cerca di riorganizzare il ritmo sonno-veglia, scombussolato dalla pausa estiva.
  • Riparti gradualmente, dando la possibilità alla mente e al corpo di riabituarsi alla quotidianità.
  • Rimetti ordine alle tue cose e stabilisci delle priorità
  • Continua a ritagliarti degli spazi di benessere durante le tue giornate.

L’adattamento ad una nuova situazione mette alla prova il nostro organismo che può reagire con un sovraccarico di stress, anche se ci si è riposati nei giorni precedenti. Lo stress compare come risposta fisiologica nel momento in cui ci rimettiamo in moto e le richieste di ciò che è intorno a noi superano in qualche modo le nostre risorse (sia fisiche che psicologiche) necessarie per poterle esaudire. In questi casi è buono fermarsi, analizzare la situazione, delegare quando è possibile e non perdere di vista noi stessi.

Se ti rendi conto che, al di là della naturale spossatezza da rientro, che progressivamente tende a scomparire, qualcosa ti procura malessere, ansia, insoddisfazione, probabilmente c’è altro su cui dover lavorare per capire, accettare, magari cambiare ciò che genera tensione.

Parlarne con uno specialista può aiutarti ad individuare le cause e ad orientarti verso una nuova gestione del tempo libero e lavorativo, inaugurando così un nuovo stile di vita.

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Foto: melodi2 su FreeImages
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