Mamma, esiste Babbo Natale?

Mamma, esiste Babbo Natale?

Che lo si viva con gioia o con malinconia, nessuno è veramente escluso dalle ripercussioni dell’atmosfera natalizia e da ciò che essa evoca, ancora di più se si tratta dei bambini.

La chiusura della scuola, l’attesa dei regali che stanno a significare che sono amati, la possibilità di essere coccolati e di stare al centro di un’affettuosa attenzione da parte di tutti, danno vita a quelli che per i bambini sono dei veri e propri giorni incantati, importanti e speciali come il giorno del proprio compleanno. Queste occasioni sono davvero preziose, in quanto rappresentano momenti di gioia, con la sensazione che si accompagnerà negli anni, che la vita può essere organizzata intorno a momenti felici.

Inoltre, come dice Bettelheim, i bambini hanno un particolare bisogno di queste feste perché quanto più ci sentiamo piccini e insicuri circa il nostro posto nel mondo, tanto più abbiamo bisogno di vedere affermata la nostra importanza dalle persone che più contano per noi.

Perciò, è una profonda sofferenza, per i più piccoli, essere privati delle ricorrenze che sono in loro onore, se ne viene sminuita l’importanza.

Babbo natale esiste?

Arriva Babbo Natale…

Parlare di Natale e di bambini significa parlare di Babbo Natale. Prima dei 7 anni, un bambino riesce a comprendere concetti astratti solo se espressi in forme concrete: dunque sarà più facile credere all’esistenza di Babbo Natale che col suo vestito rosso distribuisce regali piuttosto che comprendere lo “spirito del dare e ricevere” che contraddistingue queste festività. La mente del bambino riesce a trasformare l’ingenua bugia che racconta il genitore nella promessa di un mondo benevolo e gratificante che per un giorno realizza i suoi desideri, non solo regali ma anche la felicità di sentirsi amato e considerato.

Bettelheim afferma che il bisogno di una dimensione magica è soprattutto sentito trai 4 e i 10 anni, periodo in cui il bambino deve imparare a far fronte al mondo della realtà. Credere nelle fate che illuminano il buio, nei folletti che sconfiggono i mostri o nelle renne e in Babbo Natale, gli permette di tenere a bada l’angoscia, le paure e di imparare a padroneggiare la realtà, con più sicurezza.

Arriva però, un momento in cui i bambini cominciano a mettere in dubbio l’esistenza di Babbo Natale, intorno ai 7-8 anni. C’è da dire, a tal proposito, che una negazione prematura del desiderio e della necessità di credere a questo personaggio buono è una delusione che può indurre il piccolo a vivere, negli anni a seguire, il Natale, senza quel tono emotivo che solo il ricordo delle piacevoli esperienze infantili può infondere anche alle attività adulte.

Attraversare l’esperienza dolorosa della perdita delle illusioni, accompagna la fine di una prima infanzia e l’abbandono di una certa visione del mondo, fatto di personaggi buoni e altri cattivi che possono essere tenuti a bada dai primi.

Quando i figli smettono di credere a Babbo Natale

Esiste Babbo Natale?

Capita che un bambino chieda ai genitori dell’esistenza di Babbo Natale e che questi, un po’ smarriti, si domandino quale sia la risposta migliore da dare. L’età della consapevolezza arriva intorno ai 7 anni ma non sempre domandare corrisponde a voler conoscere per forza la verità. E’ importante capire il senso della sua domanda per comprendere se è il caso che si lasci vivere ancora la “magia” del Natale o ricorrere alle spiegazioni.

Questo è un passaggio delicato nella vita di ogni bambino perchè coinvolge non solo la perdita di una credenza che lo ha accompagnato nella costruzione della sua piccola identità ma anche la natura dei legami che intrattiene con le persone che gli sono intorno e che, ai suoi occhi, gli hanno mentito.

Uno studio scientifico (Condry,1987) rivela però che, dopo la delusione iniziale, nessun bambino riporti rabbia nei confronti dei genitori, dal momento che è in grado di capire che si tratta di una bugia “buona”; questo grazie allo sviluppo di un pensiero più razionale che va affiancandosi a quello magico proprio dei bambini più piccoli.

Permettiamo, dunque, ai bambini di credere a Babbo Natale, alle renne e alle letterine ormai sostituite con dispositivi elettronici di cui il povero Babbo Natale, probabilmente, sarà anche ignaro (a meno che non abbia fatto un buon corso di aggiornamento coi tempi), perchè questa figura simboleggia un mondo benevolo, la cui immagine potrà continuare a regalare il calore di ricordi piacevoli anche da grandi.

D’altronde tutte le festività traggono il loro significato da connotazioni di tipo magico e se si spoglia troppo in fretta una festa della sua magia, si toglie gran parte di quel significato e di quel calore che può continuare a estendersi a tutto il resto della vita.

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