Adolescenti ai tempi del Coronavirus: un bisogno di indipendenza che si scontra con lo stare in casa

Adolescenti ai tempi del Coronavirus: un bisogno di indipendenza che si scontra con lo stare in casa

Inutile negarlo: l’isolamento è difficile, lo è per tutti. Certo, può diventare l’occasione per rispolverare vecchi hobby, per dedicarsi alla cura di sé, per riscoprire il piacere del vivere in famiglia. Ma, se sei un adolescente, quella stessa famiglia ti può presto diventare stretta. Abituato a inforcare il motorino, a correre dai tuoi amici, a confidarti con loro, una reclusione forzata con mamma e papà (e magari anche con fratelli e sorelle) difficilmente ti entusiasma.

Genitori alle prese con figli adolescenti

Se siamo genitori di figli adolescenti, dunque, è bene metterlo in conto: ci saranno degli scontri, ci saranno attimi di sconforto. Probabilmente arriveranno la rabbia, la stanchezza, il nervosismo. Ma non è necessariamente un male: la reclusione può trasformarsi in opportunità, soprattutto se – normalmente – si trascorre molto tempo fuori casa. E i figli li si incrocia soltanto.

Ecco dunque un piccolo vademecum, una sorta di diario di bordo per tutti i genitori che si trovano alle prese con un adolescente. Probabilmente impaurito, sicuramente annoiato, facilmente irritabile.

Coronavirus Adolescenti

L’adolescenza: un’età tutt’altro che facile

Gestire l’adolescenza è già di per sé complesso, tra problemi scolastici, amicizie, farfalle nello stomaco e amori finiti male. Ma, in questo periodo, può esserlo ancor di più. Come si può recuperare il dialogo con i figli adolescenti? Perché sono così affranti all’idea di dover stare in casa, sembrano non capire quanto è importante ciò che tutti stiamo facendo?

Innanzitutto bisogna considerare che l’adolescenza è una fase di novità e ribellione, in cui i ragazzi desiderano il più possibile stare con gli amici. Non solo perché amano passare del tempo con loro ma perché, da coetanei, ritengono che siano gli unici in grado di capirli davvero. È normale quindi che, in una situazione di isolamento e lontani dai loro nuovi punti di riferimento, si sentano come persi. Non credete però di essere voi il problema: non è vero che gli adolescenti non apprezzano lo stare con i genitori. Semplicemente, hanno un fortissimo desiderio di indipendenza e d’autonomia. E l’immensa voglia di assaporare quella vita da adulti che li aspetta.

Da genitori è assolutamente normale sentirsi rifiutati, ma non ci si deve abbattere. Non bisogna pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato, né sminuire il proprio ruolo. Al contrario bisogna, a piccoli passi, cercare di incentivare il dialogo e mostrarsi sempre aperti e comprensivi. Se poi non volessero parlarvi, non insistete. Troveranno loro il momento più giusto. Ciò non significa però essere passivi, impotenti e lasciar correre davanti a comportamenti irresponsabili e lesivi.

Ricordiamoci che il Covid-19 non è una semplice influenza e che su tutti, specie sulle persone più deboli, può avere effetti devastanti. Bisogna quindi far capire ai propri figli che, anche se ne avvertono il forte bisogno (come tutti d’altronde), uscire è sbagliato. Non solo per loro, ma anche per le persone che amano, dai familiari agli amici.

Come faccio a far capire a mio figlio che è importante rispettare le regole? La potenza del riconoscimento emotivo

Non è certo una novità: i ragazzini vogliono spesso fare il contrario di ciò che viene loro detto. In questo momento così delicato è però opportuno che rispettino poche e semplici regole: non solo per la salute, ma anche perché si rischia di incorrere in gravi sanzioni penali.

Possiamo far loro capire cosa è giusto e cosa no, attraverso l’immedesimazione ed il riconoscimento emotivo. Tutti siamo stati adolescenti e tutti sappiamo cosa si prova. Se anche noi siamo destabilizzati per il repentino cambiamento della routine e per l’obbligo di stare tra le nostre quattro mura, è necessario capire che le emozioni che proviamo noi sono le stesse che provano loro. Ma in maniera amplificata, e unite a tutti i problemi dell’”essere adolescenti”. Sbagliatissimo è dunque minimizzare quelle che sono le loro paure. Bisogna anzi mostrare che li capiamo e che condividiamo, nel bene e nel male, ciò che ci dicono. Il riconoscimento emotivo è fondamentale in un’età così delicata, e in un periodo che – delicato – lo è altrettanto.

L’importante è far capire, con le buone maniere e senza accusarli, che il rispetto delle regole è fondamentale: non è un dispetto, ne va della sicurezza nostra e degli altri.

Il dialogo come ponte tra due generazioni

Come si sblocca l’imbarazzo nel rapporto genitore – figlio? Come si può ricominciare a fidarsi l’uno dell’altro? In un’età in cui tutto è messo in dubbio, dai rapporti umani al rapporto con il proprio corpo e le proprie emozioni, è fondamentale non far mai sentire il proprio ragazzo inadatto. Parla con lui e fagli capire che ciò che prova è lo stesso che provi anche tu. E, come voi, milioni di persone nel mondo. Spiegagli che avere paura è normale e che, invece di lasciarsi affossare dall’ansia, può trasformarla in qualcosa di nuovo e di buono, impegnandosi magari in attività che non ha mai fatto.

Se sei riuscito ad aprire uno spiraglio e lui ha voglia di raccontarsi, non tirarti indietro. Parlagli. Ma soprattutto ascoltalo. Ascoltalo senza interromperlo e senza giudicare. Non cercare di imporre a tutti i costi la tua idea. Se dice qualcosa di apparentemente sbagliato, faglielo capire attraverso ragionamenti e deduzioni, non urlargli contro con rabbia. Apprezza il coraggio che ha avuto nel raccontarti ciò che sente e pensa.

Se invece non vuole parlarti, rispetta il suo silenzio. Il momento giusto arriverà. Con ogni probabilità non si sente di farlo perché è già provato dalla situazione, e non vuole buttare altra benzina sul fuoco. Se tu per primo stai male e sei preoccupato, immagina come può stare tuo figlio, che è anche in un’età “difficile”. Per lui i mille problemi adolescenziali si sommano a quelli causati dalla pandemia e della quarantena e – da adolescente – il tuo carattere non è ancora abbastanza forte da sopportare col sorriso ogni cambiamento.

Adolescente chiusa in casa

Come posso intervenire se mio figlio è preoccupato per l’andamento scolastico?

La scuola si rivela, ora più che mai, un tasto dolente. È facile che tuo figlio provi ansia, che sia agitato e preoccupato per come il suo anno scolastico finirà. Fagli capire che nulla è a rischio, perché Ministero dell’Istruzione e istituti scolastici sono pienamente consapevoli delle situazione di emergenza: tutti insieme troveranno la soluzione migliore per non far perdere l’anno e per non minare la media ottenuta dagli studenti fino a ora.

Mentre la scuola è chiusa, invitalo a impegnarsi come ha sempre fatto oppure spronalo se non si interessa abbastanza. Magari, senza insistere, segui qualche lezione con lui: oltre a permetterti di capire qualcosa di più sul suo modo di porsi a scuola e sul suo metodo di studio, può essere per entrambi l’occasione di imparare qualcosa di utile stando insieme.

Supera la noia con il programma della giornata

Se sei stanco di vedere tuo figlio annoiato, in silenzio e con in mano il cellulare, una buona idea può essere quella di pianificare insieme un programma di attività. Senza essere invadente, scegline qualcuna da fare insieme, che sia una serie di esercizi fisici o una mini lezione di cucina. Se proprio non ne vuole sapere di lasciare la tecnologia in un angolo, cercate di utilizzarla in maniera responsabile. Tante sono oggi le occasioni per divertirsi insieme con i videogiochi, o per guardare serie TV e film in streaming. Ricorda che in questo momento lontano da tutto e da tutti il cellulare è l’unico strumento che ha per vivere una vita vagamente normale: lascialo libero di tenersi in contatto col mondo esterno e di passare del tempo con gli amici.

Saper prendere la quarantena nel modo giusto può rivelarsi una vera occasione di rinascita, specie per le famiglie in cui l’isolamento impone un dialogo da tempo scomparso. Con empatia e comprensione, questa tragedia che sta occupando parte delle nostre vite può aiutarci a trovare la giusta chiave per tornare ad apprezzare le piccole cose: l’aria fresca, le strette di mano e i sorrisi per strada, ma anche il tempo di un pranzo o di una cena in famiglia.

Se ti riconosci in una situazione come questa e desideri un sostegno psicologico, contattami: effettuo consulenze online con whatsapp o presso il mio Studio a Salerno.

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