Ossessione per le pulizie: perché sento il bisogno di pulire continuamente?

Ossessione per le pulizie: perché sento il bisogno di pulire continuamente?

Avete presente la trasmissione tv Malati di pulito? Magari vi sarà capitato di guardarla, distrattamente o con più interesse, chiedendovi come sia possibile sviluppare una tale ossessione per le pulizie da non riuscire più a condurre una vita normale.

In fondo, a quanti piace svolgere le faccende domestiche? Quanti eviterebbero volentieri quella scocciatura, ma sono chiamati dal dovere a spazzare e spolverare? Ebbene, quando questo senso del dovere diventa esagerato, parliamo di bisogno compulsivo. Il bisogno compulsivo di pulire casa è più diffuso di quel che si pensa. E può diventare una organizzazione della vita, quando non è limitato a un periodo, ma arriva ad assumere tratti e caratteristiche di un DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo).

Donna ossessionata per le pulizie

L’ossessione per le pulizie

È necessario però, per parlare di disfunzione, che il soggetto manifesti determinate caratteristiche:

  • pensieri ossessivi riguardanti la pulizia della casa;
  • forti stati d’ansia al pensiero di non riuscire a pulire come vorrebbe;
  • rituali – spesso sempre identici – nello svolgere le faccende domestiche con una frequenza evidentemente poco sana, anche in orari improponibili.

Tutti comportamenti, questi, che arrivano ad inficiare la vita quotidiana e le relazioni. Nonostante la persona si renda conto della disfunzionalità di tali comportamenti, non riesce infatti a tenerli a bada. Ed ecco che il bisogno compulsivo di pulire casa si trasforma in azione, manifestando un problema ben più profondo. L’ansia delle pulizie nasconde, infatti, un enorme bisogno di controllo: ordinare casa è come fare ordine nella propria anima, nella propria testa e nei propri pensieri. Stare a posto con la coscienza, ripulendo i sensi di colpa, i rimorsi e i rimpianti; non pensando a ciò che si vorrebbe ma non ci si riesce a concedere; illudersi di fare pace con scelte che sembrano sbagliate ma che, forse erano le uniche possibili, e per le quali non ci si è perdonati. Equilibrare il dolore per le perdite affettive, per le paure del quotidiano. Impedire che emozioni forti possano emergere.

Dietro il bisogno di pulire casa, c’è l’ansia

Del resto, è un vero e proprio circolo vizioso: l’ansia, associata ai pensieri ossessivi, quelli che quando arrivano faticano ad andarsene, scatena i rituali. Rituali di pulizia, e dunque compulsioni, che – a loro volta – servono a tenere a bada l’ansia. Ma non regalano piacere o soddisfazione: semplicemente “placano” la persona. Richiedono tempo ed energia fino a sfinire il soggetto. Con il tempo si fanno sempre più complessi e ingestibili. Riducono momentaneamente l’ansia ma peggiorano, a lungo andare, il problema. Compromettono la qualità della vita e dei rapporti umani. Il problema è che si cerca nell’azione verso l’esterno un modo per canalizzare l’ansia, e non entrare veramente in contatto con le proprie insicurezze. Si cerca di riversare l’ansia fuori, sperando di poterla controllare, quando invece si dovrebbe gettare uno sguardo nella propria vita emotiva.

Il bisogno di pulire

Come capire dunque se si corre il rischio di sviluppare un bisogno compulsivo di questo tipo, al fine di intervenire per tempo? Ci sono segnali da non sottovalutare, in quanto testimoniano l’esistenza di una condizione psicologica particolare: reazioni di rabbia, scatti di ira improvvisi, potrebbero indicare che stai accumulando aggressività; distrazioni continue e stanchezza emotiva potrebbero essere indice di una vita troppo piena di attività, che non ti interessano per davvero (probabilmente hai anche dimenticato ciò che ti piace davvero fare). E poi un’ansia costante, disturbi fisici, soprattutto tensione muscolare per la rigidità psicofisica data dall’eccesso di controllo; pensieri caotici, confusi, intrusivi. Tutti segnali da cogliere, così da potervi rimediare. Come? Cercando di esprimere sempre le proprie emozioni, anche la rabbia, di cui spesso si ha una cattiva gestione; di arricchire la propria quotidianità di attività che procurano piacere; di essere più elastici, imparando a lasciarsi andare alla vita e alla sua imprevedibilità, senza dover avere sempre tutto sotto controllo; di rallentare, provando a vivere momenti di dolce far niente, senza sensi di colpa.

Pulire casa continuamente

Come superare l’ossessione per le pulizie?

E se invece il bisogno compulsivo di pulire casa dovesse essersi già manifestato, è fondamentale chiedere aiuto. Senza avere timori, senza aspettare: solamente grazie all’intervento di un professionista è possibile uscirne. Come? Con la psicoterapia si può imparare a ridurre l’impulso ad eseguire i rituali di sequenze ripetitive. Una tecnica talvolta utilizzata in terapia, è costruire una scala di situazioni ansiogene in ordine crescente, a cui l’individuo si sottopone dopo un periodo di psicoeducazione, rinunciando ai rituali e cercando di tenere a bada l’ansia. Esponendosi costantemente e in maniera più consapevole ad una situazione ansiogena, l’ansia si riduce gradualmente, fino a tornare a livelli accettabili. Inoltre, con la psicoterapia si può capire il significato che si attribuisce a quel bisogno di pulire, perché dietro quelle azioni, apparentemente abitudinarie, si celano dinamiche relazionali disfunzionali che possono essere all’origine del problema o possono alimentarlo. Capire la funzione del sintomo nei contesti di appartenenza, soprattutto familiare, aiuta a ridurlo e a creare nuovi modi, più sani, di vivere la propria vita.

Perché dal bisogno compulsivo di pulire casa si può uscire: basta averne consapevolezza, e chiedere aiuto.

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