Da 2 a TRE: Diventare genitori, anzi co-Genitori

Esiste ormai una moltitudine di manuali, istruzioni, guide autorevoli o che attingono dalla saggezza tradizionale su come allevare i figli nel modo migliore. Ugualmente importante è soffermarsi sulla transizione alla genitorialità, ovvero il diventare genitori, perchè se è vero che esistono diverse tipologie di famiglie, è vero anche che quando ci sono difficoltà o quando i genitori non lavorano bene insieme al servizio dei figli, la qualità della loro alleanza influisce sullo sviluppo ottimale del bambino.

Psicologo sostegno genitorialità a Salerno

Si sa, essere genitore è uno dei mestieri più difficili del mondo, ed essere genitori insieme, ovvero co-genitori lo è ancora di più, perchè significa essere capaci di comunicare regolarmente su argomenti e decisioni che riguardano i figli e di sostenere i reciproci sforzi genitoriali, a prescindere dalla qualità della relazione di coppia (ad esempio se due coniugi non sono più insieme, diventa molto difficile separare l’aspetto coniugale da quello genitoriale a favore di uno sviluppo sereno dei figli).

Ma anche dove è presente insoddisfazione relativa alla coppia non è insolito vedere come a soffrirne sia anche l’essere genitori insieme.

Ma cos’è la cogenitorialità e perchè è così importante?

“Hai chiesto anche al papà? E lui cosa ha detto?”

“Papà, Paolo ti vuole far vedere che cosa bella ha fatto a scuola.”

Ogni giorno, in tutte le famiglie, quando un genitore nei suoi commenti o interventi fa riferimento anche all’altro genitore, si fanno osservazioni di questo tipo. Questa capacità di essere sintonizzato sull’altro genitore, in funzione dei figli, è un ingrediente fondamentale nella vita della famiglia, è l’alleanza cogenitoriale.

La sua importanza cruciale è testimoniata dal fatto che in famiglie in cui esiste un’alleanza forte e supportiva, tanto i genitori quanto i figli appaiono meno stressati. Anche la relazione di coppia beneficia di una maggiore stabilità e i figli si ritrovano a stabilire relazioni extrafamiliari più serene.

Fare il bagno, cambiare il pannolino, farlo addormentare, soddisfare le sue necessità durante la notte anche alle 4 di mattina… e , più in là con gli anni, trovare un accordo su quando non far dormire più il bambino nel lettone di mamma e papà, aiutarlo a studiare, a scegliere quale sport praticare e così via sono questioni di ordine comune ma che possono creare aspri dissensi e malumori se non gestiti accuratamente.

CogenitorialitàOggigiorno, inoltre, non sempre si può contare sull’aiuto di nonni, zii, parenti a causa di distanze geografiche o emozionali che in qualche modo avrebbero potuto aiutare nella riorganizzazione familiare. Perciò i neo genitori si trovano a dover prendere, da soli, decisioni difficili su chi, uno o entrambi, lavorerà; su come far quadrare il bilancio familiare in un’epoca di scarsa occupazione e tenere conto dei costi, non solo economici ma anche emotivi, che alcune scelte hanno sui bambini; sul trovare un punto di incontro tra le reciproche differenti opinioni su come crescere il bambino. Sono chiamati a lottare contro lo sfinimento serale, che è anche il momento in cui i figli chiedono più affetto ed attenzione, cercando, allo stesso tempo di trovare energie per tenere a galla la propria relazione sentimentale.

Sostegno ai genitori: lo psicologo

Proprio per queste e tantissime altre ragioni, sapere di poter contare su una collaborazione supportiva del partner, lavorando per obiettivi comuni, anche quando si è da soli con il bambino, diventa importante per rafforzare la sensazione del figlio che i genitori sono una squadra alleata, che le regole non sono arbitrarie (a seconda se è presente mamma o papà) e per aumentare un senso di solidarietà e sostegno tra i genitori che, inevitabilmente, ha positive ripercussioni anche sulla relazione sentimentale.

Qualcuno, leggendo questo articolo, potrà replicare: si ma quello che stai scrivendo è fantascienza. Invece no: lavorando con le famiglie ho potuto osservare come organizzando meglio le competenze genitoriali, anche l’aspetto coniugale ne traeva beneficio.

Quando il carico di lavoro nei confronti del figlio viene ben distribuito; quando un genitore non sente intimamente di essere escluso o di doversi fare da parte, nell’accudimento, ritenendo che spetti di dovere solo al genitore che per forza di cose si trova a passare maggior tempo col piccolo; quando si avverte impegno reciproco e una buona predisposizione a discutere di punti importanti, senza il timore di essere scavalcati o non apprezzati nei propri sforzi; o ancora, quando si ha la possibilità di parlare con la propria voce o da un proprio punto di vista per risolvere i problemi, allora anche la coppia e l’intero nucleo familiare ne trae vantaggio.

Educare e dare sicurezza al proprio figlio è una questione che riguarda entrambi i genitori, sia che sono insieme sia che hanno dovuto mettere un punto alla propria storia di coppia.

Mantenere un buon coordinamento genitoriale non è semplice ma nemmeno impossibile. Il sostegno alla genitorialità rappresenta uno strumento privilegiato per la coppia di genitori per superare nodi spinosi nella complessa dimensione affettiva con l’altro e\o con il figlio, soprattutto in momenti delicati come la transizione alla genitorialità, l’adolescenza, un momento critico in famiglia.

Richiedere un aiuto rappresenta un’opportunità per trovare soluzione, anche con il coinvolgimento della famiglia, laddove possibile, che è un’importante risorsa nel processo terapeutico. Per info e appuntamenti puoi usare il modulo in basso o chiamare il numero 089 0977768. Il mio studio di psicologo psicoterapeuta è a Salerno.

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