Non riesco a esistere senza te: la dipendenza affettiva

Non riesco a esistere senza te: la dipendenza affettiva

Esistono storie d’amore che iniziano come fossero favole. Incontri lui, che di lì a breve diventerà colui che vorrai come compagno di vita. Una luna di miele di emozioni che ti fanno sentire quelle famose farfalle nello stomaco.

Dipendenza affettiva psicologia - Prigione

Il grande amore.

Così, mentre scorrono le cose intorno a te, cominci a costruire la tua vita intorno ad un amore che è ormai il tuo tutto, con gli occhi fissi a quel compagno, come se non sentissi di esistere al di fuori di quella relazione. Una relazione che assume sempre più i connotati di  un qualcosa di indispensabile e necessario per la propria esistenza. Fino a trasformarsi in una ossessione. Questo tipo di amore diventa presto una gabbia dorata in cui cominci a sentire un bisogno: non ce la faccio da sola, dipendo da te; tu devi prenderti cura di me.

Può allora capitare di sentirsi incapaci di decidere autonomamente, di fare, di avere un senso personale. Si inizia a sentire l’altro come unica ragione di vita, al punto da annullare se stesse e da non riuscire più a definire un confine psicologico tra dove finisco io e dove cominci tu. In questi casi, bisogna fare attenzione a non confondere l’amore con la dipendenza affettiva.

 

Cos’è la dipendenza affettiva?

Quando consideriamo la relazione come condizione indispensabile per la propria esistenza, quando il pensiero dell’altro annulla il pensare a se stesse, quando non riusciamo a liberarci del partner, nonostante intimamente sentiamo che non ci ama, in questi casi possiamo domandarci se quello che ci tiene uniti è amore o ansia di aggrapparci a qualcuno per sentirci vive. Lo stare insieme diventa, in queste condizioni, sempre meno una scelta e sempre più una questione di vita o di morte. La propria! Ci si lega, dedicandosi all’altro, fino ad annullare se stesse, la propria autonomia, spesso senza accorgersene. Ci si sente di non poter affrontare la vita senza l’altro, che assume un’importanza vitale. Pian piano non si avvertiranno nemmeno più i propri bisogni, nel tentativo, spesso mai esaustivo, di soddisfare quelli dell’altro. Si accetta anche di piegarsi, qualora  l’altro lo richiedesse, a fare cose contro il proprio piacere e i propri valori, cercando in questo modo di evitare di dare pensieri e problemi all’altra persona e rifugiandosi nell’illusione di essere amati, se si diventa come l’altro desidera.

Dipendenza affettiva: quali sono i campanelli di allarme?

Dipendenza affettiva psicologo

  • Se non ti senti amato, se ti senti sempre inferiore o pensi che la tua relazione sia insostenibile nonostante i tuoi grandi sforzi nell’andare incontro all’altro e alle sue esigenze;
  • se, allo stesso tempo, hai tanta difficoltà nel lasciare andare il tuo partner, continuando a restare dentro una relazione stagnante che ti porta solo infelicità;
  • se senti di non vivere un amore pieno, appagante, ma instabile, e ti accontenti per il terrore di restare sola;
  • se senti che il partner è indispensabile per stare bene;
  • se realizzi che parli spesso di lui, dei suoi problemi, di quello che fa e che ti fa;
  • se ti trovi a giustificare spesso il comportamento dell’altro, anche quando ti fa male, e a sentirti anche in colpa di averlo, magari, provocato;
  • se senti di non trovare un senso in te stessa, in ciò che fai, nella tua vita, ma lo cerchi solo ed esclusivamente al di fuori di te, nel tuo partner;
  • se senti che la sua assenza, anche temporanea, ti fa cadere in una profonda ansia e angoscia, tale da mettere in atto anche comportamenti finalizzati a cercare di avere il suo controllo (messaggi e chiamate frequenti, attese snervanti nei luoghi da lui frequentati);
  • se senti di dover fare di più, sempre di più, per non rischiare di farlo allontanare da te;
  • se senti gelosia morbosa e devozione estrema;
  • se senti di non poter stare nè con lui nè senza di lui, allora rientri potenzialmente nella dipendenza affettiva.

La paura della solitudine, la difficoltà di prendere una reale responsabilità sulla tua vita, magari andando incontro a sofferenze, fa sì che ti accontenti di stare con il partner anche se senti di non avere alcun punto di incontro, alcun sentimento, talvolta anche quando lo odi per come ti tratta. La parola d’ordine è non mi lasciare. E allora sei disposta a tollerare tutto pur di vivere in una illusione, magari appagandosi del ruolo di moglie (o di amante) di quella persona che ti fa star male ma che non riesci a lasciare. Spesso ci si aggrappa alla speranza che le cose cambieranno. Magari il partner, prima o poi, apprezzerà tutti i sacrifici che stai facendo per la relazione e ti amerà come nei primi tempi, come hai sempre sperato. In questo modo, invece, non si fa altro che procedere a piccoli passi verso l’autoannullamento, verso un’idea che non si realizzerà mai. In questo modo, l’unica cosa a cui andrai incontro è una realtà che ti lascerà con sempre meno energia vitale e serenità e con sempre più confusione emotiva.

Spesso la causa di questo incastro è da ritrovare in modelli familiari fondati su un legame che si nutre di sacrifici sostenuti nel tempo per sentirsi voluti bene, riconosciuti, visti. Di affetti incostanti che poggiano su rifiuti, abbandoni, carenze emotive. Si tratta generalmente di modelli percepiti come non completamente appaganti e che hanno insegnato alla persona che amare e essere amati vuol dire penare, sacrificarsi nel tentativo di riscattare le proprie ferite emotive. Con quelle ferite ci si ritrova, spesso, attratti da persone che appaiono autonome, forti, che sembrano figure protettive a cui affidarsi, soprattutto per guarire le ferite che ci portiamo dentro.

Solo lavorando su queste dimensioni è possibile imparare ad uscire dal circolo vizioso della dipendenza. Solo imparando davvero a volersi bene, a voler bene se stessi a riconoscersi un valore, una dignità e una capacità di stare bene anche con se stessi,  prima ancora che con un altro che ci arricchisca. Sì, perchè contrariamente a quello che la mitologia dell’amore romantico continua a farci credere, noi nasciamo interi, integri. Se ci percepiamo incompleti, manchevoli saremo alla continua ricerca di qualcuno che riempia quella mancanza, quel vuoto che sentiamo in noi. L’amore maturo, quello appagante, arricchisce e non tormenta. Si fonda su due unità che formano la coppia, non su due metà che formano la simbiosi, dove uno si fonde e si confonde nell’altro, perdendosi completamente.

Consulto Psicologico Dipendenza Affettiva

Sono sia uomini che donne a soffrire di dipendenza affettiva per cui il  mio essermi rivolta a un pubblico femminile è pura scelta di forma. Se ti ritrovi in quanto ho scritto in questo articolo, prova a contattarmi: un aiuto psicologico può aiutarti a star meglio; effettuo terapie online con whatsapp o presso il mio Studio a Salerno.

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